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  • Immagine del redattoreMarco Di Loreto

Inizio settimana prossima ancora con sole e mitezza, ma l'inverno non è finito

L'Italia continua ad essere sotto l'egemonia di una vasta area anticiclonica che comprende, non solo il Mediterraneo, ma anche l'Europa centro-occidentale, mentre i flussi perturbati nord Atlantici sono costretti a viaggiare alle alte latitudini, per poi trovare sfogo più a sud soltanto nell'Europa orientale.

La staticità atmosferica comporta in inverno anche la formazione di nebbia o di nuvole basse ed è il caso di questa mattina, in cui dalla Liguria alla Calabria persistono, sebbene siamo quasi alle ore centrali di giornata, nuvole piuttosto estese e compatte, a causa della persistenza di correnti umide e miti sud occidentali.

Il nord Italia invece è attraversato da una banda nuvolosa alta e stratificata legata ad infiltrazioni più fresche provenienti dall'Europa settentrionale.

Questa situazione di stallo che si è venuta a creare sembra poter subire uno scossone in futuro, ma non prima del 25/26 febbraio, pertanto anche nei prossimi giorni saranno il sole, la mitezza e le inversioni termiche notturne a farla da padrona.

In Abruzzo nessuna novità di rilievo da qui a mercoledì prossimo con il sole protagonista e la mitezza diurna che continuerà a far registrare massime superiori ai 15 gradi in ampie aree della regione.

Giovedì potrebbe esserci un cedimento della pressione atmosferica a causa dell'avvicinarsi di un flusso perturbato nord Atlantico all'Europa occidentale e conseguente maggiore copertura del cielo, ma sempre in un contesto climatico molto mite, senza escludere la possibilità di qualche debolissimo piovasco.

Intanto, mentre l'Europa, perlomeno centro/occidentale e mediterranea, vive questo stallo atmosferico, in stratosfera prosegue il grande sconquasso termico che sta davvero destabilizzando la colonna d'aria polare alle alte quote e potrebbe farlo in modo significativo, prossimamente, anche a livello troposferico, con conseguenze ancora non chiare, ma che fanno facilmente pensare ad un inverno, anche nel comparto europeo, tutt'altro che finito. Non resta che attendere che i modelli siano in grado di inquadrare la dinamica esatta del prossimo peggioramento di stampo invernale.


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