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  • Immagine del redattoreMarco Di Loreto

La befana non metterà neve nella calza, ma getterà le basi per i giorni successivi

Rinnovo il mio più affettuoso e sincero augurio di un sereno e gioioso 2024 a tutti voi; nell'ambito meteo auguro a me stesso di potervi continuare ad informare con assiduità come fatto in passato.

Come avrete potuto notare il titolo dell'articolo è piuttosto intrigante, ma cercherò di essere più chiaro possibile per non illudere o deprime nessuno e partirò dagli spaghetti meteo dei due principali modelli matematici di previsione.

Si nota in modo netto come da metà grafico (7/8 gennaio circa) ci sia una virata netta verso il basso delle curve per entrambi, a significare che le temperature subiranno un calo graduale, ma costante verso il basso fino a raggiungere anomalie rispetto alla media del periodo (curva rossa) piuttosto marcate.

Fino a qui la situazione sembra, ad oggi, abbastanza evidente, ma in cosa si tradurrà in termini di precipitazioni e fin dove potrà spingersi la neve ( montagna, collina alta o bassa, pianura, zone costiere) rimane ancora una grossa incognita e per questo motivo vi invito a seguire i prossimi aggiornamenti con la speranza che le incertezze possano svanire giorno dopo giorno.

Tornando al certo o molto probabile vi invito a guardare l'immagine del satellite di poco fa che mostra un tappeto di nuvole in quasi tutta la penisola, ma associato a poche precipitazioni, frutto del passaggio di un debole fronte perturbato.

Questo potrebbe essere il trend generale fino al 3/4 gennaio: cielo coperto a tratti, qualche sporadica precipitazione, soprattutto nei settori occidentali della regione, e temperature che rimarranno sopra la media del periodo di alcuni gradi (in caso di ventilazione più sostenuta di libeccio i valori potranno toccare anche i 17 gradi nelle zone collinari).

Dal 5 gennaio la circolazione generale in ambito europeo subirà un drastico cambiamento a causa dell'affondo, ormai quasi certo, di una saccatura atlantica, prima verso la penisola iberica e poi anche in Mediterraneo.

Questa volta ci sono le premesse per un peggioramento intenso che andrà a coinvolgere un po' tutta la penisola, ma soprattutto il nord e le regioni tirreniche.

Il guasto del 5/6 gennaio potrebbe però essere propedeutico ad una manovra barica, che vedrà l'innalzarsi dell'anticiclone verso le latitudini settentrionali con conseguente risposta fredda orientale diretta verso l'Europa e, probabilmente, l'Italia.

Come detto ad inizio articolo, le conferme o smentite su questa manovra, ancora lontana, le avremo solo nei prossimi giorni e solo allora potremo iniziare ad entrare anche nei dettagli previsionali in Italia e nello specifico in Abruzzo.


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